Sito Ufficiale della Disfida di Barletta
 
7-7-2008
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Sito Ufficiale della Disfida di Barletta

 





Il campo di combattimento venne concordato da Fieramosca e La Motte attraverso uno scambio di lettere e scelto in un luogo situato fra Andria e Corato. Questo campo, oggi chiamato di S. Elia, rientrava nel territorio della città di Trani a quel tempo sotto la giurisdizione della Repubblica di Venezia.

A imperituro ricordo dell'avvenimento, il prefetto di Bari e di Otranto, don Ferrante Caracciolo, fece erigere nel 1583 un Monumento alla Disfida proprio nel luogo dove essa venne combattuta, recante un'epigrafe su cui c'era scritto (in latino):

"Chiunque tu sia, se egregi fatti di valore ti accendono l'animo, ricorda di illustri guerrieri le grandissime gesta. Qui nobile orgoglio fece scendere in campo a combattere tredici italiani con tredici francesi. Marte stesso parve rifulgere e accrescere in loro forza e coraggio. Pari il numero, pari le armi, pari il vigore degli animi, e ugualmente giocondi e superbi di morire per la patria. Fortunato valore oppose termine alla contesa, e furono vittoriosi quelli che dovevano esserlo. Qui gli Itali superarono i Franchi in reale certame: qui la Gallia vinta diè la mano all'Italia".

Nel 1806 alcuni soldati francesi, di stanza ad Andria, si recarono sul campo della Sfida e danneggiarono il monumento distruggendone la lapide. Solo 50 anni dopo, su pressione dello storico ruvese Giovanni Jatta, essa venne ricostruita con l'aggiunta di un'altra epigrafe dettata da Giovanni Bovio:

"XIII Febbraio MDIII in equo certame
contro tredici francesi qui
tredici di ogni terra italiana
nell'unità nell'amore antico
e tra due invasori provarono
che dove l'animo sovrasti la fortuna
gli individui e le nazioni risorgono".

 


Sito Ufficiale della Disfida di Barletta
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